Tappeti e Tabriz: un viaggio per il Bazar

Vi siete mai chiesti dove vengono tessuti e da dove provengono i vostri tappeti orientali? Oggi cercheremo di darvi una risposta parlando di Tabriz.

Capoluogo dell’Azerbaijan iraniano, Tabriz è una delle capitali storiche dell’Iran.

La città è tutt’oggi una delle località più famose per la produzione degli omonimi tappeti di altissima qualità.

Le sue attrazioni di maggiore interesse sono il gran bazar, la moschea di Kabud (chiamata anche moschea Blu) e la moschea di Jame.

Trovandosi a nord-ovest dello stato iraniano e confinando con stati quali Armenia, Azerbaigian e Turchia, le influenze culturali sono evidenti. La maggior parte della popolazione, ad esempio, non parla persiano ma turco.

Fondata intorno al III secolo d.C. e citata anche da Marco Polo nel suo “Il milione”, la città rappresentò un importante centro commerciale fino alla fine del XVIII secolo, con l’espansione del potere ottomano.

Tabriz è oggi invece un importante centro manifatturiero e di commercio del Medio Oriente e la città è conosciuta e rinomata soprattutto per i tappeti orientali.

La città di Tabriz
Le moschee di Tabriz

Costruita nel 1465, la moschea Blu di Tabriz è stata per molto tempo una delle moschee più famose al mondo grazie ai suoi sofisticati mosaici di colore blu.

Originariamente, per ricoprire di mosaico l’intera superficie della moschea ci vollero circa 25 anni. Una serie di frequenti terremoti ha lasciato tuttavia in piedi solo parte della struttura originaria, facilmente riconoscibile grazie alle piastrelle di colore blu.

La moschea Blu

La moschea di Jame, chiamata anche “del Venerdì”, è uno dei monumenti eterni della città, entrata nel 2012 a far parte del patrimonio UNESCO. Come accadde alla moschea Blu, i terremoti fecero crollare parte della moschea originale, che venne in seguito restaurata durante la dominazione mongola del XIII secolo.

Nonostante non si sappia con certezza la data di costruzione, è sicuramente l’edificio più antico di Tabriz intorno al quale si è sviluppato il centro storico e il gran bazar.

Il Bazar di Tabriz: uno dei più grandi mercati di tappeti orientali

Tabriz è stato un luogo di scambio culturale fin dall’antichità e il suo storico bazar è uno dei più importanti e famosi centri commerciali sulla Via della Seta. Il Bazar di Tabriz è costituito da una serie di strutture, edifici e spazi destinati a diversi tipi di attività e funzioni.

Il gran bazar di Tabriz

Tabriz e il suo bazar erano già famosi nel XIII secolo, tant’è che anche Marco Polo ne scrisse nella sua opera Il Milione.

«Toris è una grande cittade ch’è in una provincia ch’è chiamata Irac, nella quale è ancora piú cittadi e piú castella. Ma contarò di Toris, perch’è la migliore città de la provincia. Gli uomini di Tor(i)s vivono di mercatantia e d’arti, cioè di lavorare drappi a seta e a oro. E è in luogo sí buono, che d’India, di Baudac e di Mosul e di Cremo vi vengono li mercatanti, e di molti altri luoghi. Li mercatanti latini vanno quivi per le mercatantie strane che vegnono da lunga parte e molto vi guadagnano; quivi si truova molte priete preziose. Gli uomini sono di piccolo afare, e àvi di molte fatte genti. E quivi àe armini, nestarini, iacopetti, giorgiani, i persiani, e di quelli v’à ch’aorano Malcometto, cioè lo popolo de la terra, che si chiamano taurizins. Atorno a la città è belli giardini e dilettevoli di tutte f(r)utte. Li saracini di Toris sono molti malvagi e disleali.»
(Marco Polo, Il milione)

Il complesso storico Bazar di Tabriz è situato lungo una delle rotte commerciali est-ovest più frequentate, ed è costituito da una serie di strutture, edifici e spazi chiusi interconnessi e adibiti a varie attività.

Con un’estensione di circa un milione di metri quadri, il bazar di Tabriz rappresenta la più estesa opera antica dell’Iran e la più grande costruzione in mattoni al mondo.

Come per la moschea del Venerdì, la sua costruzione non ha una datazione precisa e alcuni studiosi ritengono sia pre-islamico.

I terremoti non hanno risparmiato nemmeno questo edificio, il quale però, data la sua estrema importanza, è sempre stato tempestivamente ricostruito. La ricostruzione più recente risale a tre secoli fa.

Quindi… Da dove arrivano i vostri tappeti?

Tabriz è uno dei più antichi centri di tessitura, dal quale prende vita una grande varietà di tappeti persiani.

Tra il XII e il XVI secolo l’arte del tappeto Tabriz ebbe il suo apice, mentre intorno al XIX secolo il crescente interesse occidentale per l’arte dei tappeti persiani portò alla creazione di nuovi centri di tessitura per sopperire alla richiesta dell’Europa e America.

L’attività principale del bazar di Tabriz è proprio quella della vendita di tappeti persiani, tra i quali gli omonimi tappeti Tabriz.

Uno dei tanti commercianti del bazar

Le geometrie variano da decorazioni floreali con medaglione centrale a raffigurazioni prospettiche e realistiche.

Spesso i tappeti Tabriz riportano la denominazione Raj dopo il nome per definire il numero di nodi utilizzati in una larghezza di circa 70 mm. Negli esemplari più dettagliati e pregiati, si parla di circa 800-1.000.000 nodi per metro quadrato.

Il numero dei nodi del tappeto è uno dei vari indicatori per stabilire il valore di un tappeto, forse quello più utilizzato. Nella maggior parte delle opere d’arte è effettivamente indicatore della qualità del tappeto, ma non è l’unico da considerare. Avevamo parlato di questa ed altre variabili da considerare nell’articolo riguardante il valore dei tappeti.

 

Di seguito uno dei numerosi tappeti Tabriz che potete trovare nel nostro negozio Kubilai di Udine, specializzato nella vendita, lavaggio e restauro di tappeti orientali, tappeti persiani, mobili antichi e molto altro!

Tappeto Tabriz – Kubilai Tappeti Udine

 

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Foto di: The Culture Trip, Rucksack Ramblings e WaveUP

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