Annodatura dei tappeti orientali

Prima di addentrarci nel tortuoso e complicato iter di identificazione dei vari tipi di tappeti orientali, è opportuno chiarire con voi insieme: cosa si intende per tappeto orientale.

Per tappeti orientali, in senso stretto, si intendono quelle creazioni originarie di diverse regioni dell’Asia, caratterizzate dalla tessitura manuale annodata. 

Il tappeto annodato può essere definito come un tessuto di fondo, formato da dei fili longitudinali (catene d’ordito), e percorso in senso orizzontale dai fili di trama. Negli intervalli, ossia tra i fili di trama, troviamo righe di nodi affiancati e fissati direttamente sull’ordito. 

I ciuffi di lana che si formano ai termini di ogni singolo nodo, elevandosi, formano il cosiddetto “vello” del tappeto. 

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Probabilmente una volta il vello del tappeto era molto più alto di quello attuale, perché il tappeto aveva il ruolo di isolare dal freddo del terreno, come nel caso dei tappeti Gabbeh
Col tempo poi il desiderio ornamentale portò ad un progressivo accorciamento della lana, insieme all’aumento dei motivi decorativi per esprimere l’intento creatore. 

E’ molto importante conoscere la tecnica dell’annodatura del tappeto orientale in modo tale da distinguere un tappeto annodato a mano dalle imitazioni occidentali fabbricate a macchina…. 

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Tipologia di annodatura

Nei tappeti orientali abbiamo due tipi di annodatura

  1. Quella cosiddetta di Ghiordes (o nodo turco) 
  2. Quella di Sennéh (o nodo persiano)
Immagine correlata

Nel nodo turco, il filo è condotto a formare due spire, una intorno a ciascun filo di ordino, e i due capi terminali – che costituiscono il pelo del tappeto – fuoriescono dal mezzo di tali due fili d’ordito. 

Nel caso del nodo persiano, invece, il filo forma una spirale sola su un filo di ordito, e i due capi terminali escono il primo tra i due fili qui considerati, il secondo tra uno di questi due ed un altro adiacente. 

Ma come faccio a capire se viene utilizzato un nodo turco o un nodo persiano? 

Avvicinati al tappeto, e osserva le righe dei nodi che percorrono il tappeto nel senso della larghezza. Piegando in due il tessuto appariranno più o meno chiaramente tali righe, separate tra loro da uno o più fili di trama. 

Nel caso del nodo Ghiordes, o nodo turco, i fili saranno più grossi, i due fili terminali fuoriescono dal collo del nodo, che risulterà anche parecchio corposo. 

Nel caso dei nodi Sennéh o persiani, dal collo del nodo fuoriesce un solo capo terminale, e il secondo sta al di fuori di esso, alla sua destra o alla sua sinistra. 

OK, MA COME FACCIO A CAPIRE SE SI TRATTA DI UN TAPPETO ORIENTALE O DI UN’IMITAZIONE MECCANICA? 

Prima di tutto, nell’imitazione non solo manca l’annodatura, ma i ciuffi dei fili di tappeto non sono disposti in righe nel senso della larghezza, sono in file nel senso della lunghezza del tappeto, poiché il filo del pelo lavora parallelamente all’ordito. 

Le differenze ovviamente non si fermano qui: le frange sono applicate (anziché ricavate dal tappeto stesso), in alcuni esemplari non è presente il disegno sul rovescio del tappeto, le tinte sono sempre artificiali, ecc.

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